Francia – matrimoni gay – dopo la firma, festa dal sindaco.

(ANSA) – PARIGI, 3 LUG – Parigi infrange un altro tabù: i Pacs, i contratti fra due persone definiti ‘nozze gay’, non saranno più soltanto contratti da firmare in tribunale, ma vere e proprie cerimonie presiedute dal sindaco di ogni ‘arrondissement’. Lo rivela ‘Tetu », mensile della comunità gay francese.

Secondo i più, il municipio di Parigi risente di un « effetto Delanoe »‘, una serie di aperture e gesti « illuminati » seguiti all’avvento all’Hotel de Ville del primo sindaco socialista, Bertrand Delanoe.

Nell’accompagnare la battaglia elettorale del primo cittadino, dichiaratosi pubblicamente gay, altri candidati avevano promesso che i Pacs si sarebbero in futuro « celebrati » nei vari municipi. Jacques Bravo, socialista, sindaco eletto del nono arrondissement della capitale, è il primo a mantenere la promessa: foto, auguri, riso e champagne faranno da contorno al coronamento del sogno gay delle coppie ‘pacsatè.

I due protagonisti dell’unione si recheranno in un primo tempo davanti al giudice per la firma, come prescrive la legge. Subito dopo, la coppia – se vuole – sarà accolta nel Salone dei Matrimoni della Mairie (il municipio) per una vera e propria cerimonia assortita di usanze locali o preferenze soggettive: musica, cotillon, bouquet, abbraccio e auguri del sindaco.

« È una novità interessante e simpatica – dice Caroline Fourest, vicepresidente dell’associazione Prochoix, che vigila sul funzionamento del Pacs (Patto civile di solidarietà, un ‘contrattò che lega con diritti e doveri reciproci due persone a prescindere dal sesso) – e dimostra che, da quando nel 1999 fu approvato il Pacs, la mentalità è cambiata ».

Solo tre anni fa, sottolinea la rappresentante dell’organizzazione, « l’idea di celebrare in municipio una cerimonia fra persone dello stesso sesso era un sacrilegio! ».

La decisione del sindaco Jacques Bravo, festeggiare i ‘pacsatì nel Salone dei Matrimoni, appare altamente simbolica e bene augurante per la comunità gay, che il 23 giugno ha sfilato in molte capitali per l’annuale ‘Gay Pridè chiedendo a gran voce, fra l’altro, il matrimonio fra omosessuali

GIT.

3 juillet 2001

ANSA – Agenzia Nazionale Stampa Associata

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