Tutti Curdi

« Non conosco una parola di curdo », diceva Charb.  [Eppure,] Penso curdo, parlo curdo, canto in curdo, piango in curdo. I curdi assediati in Siria non sono solo curdi, rappresentano l’umanità che resiste alle tenebre”.  Parole pronunciate poco prima di cadere sotto i colpi dei peggiori esponenti di queste tenebre. Charb sognava di appoggiare i Curdi. E’ morto qui [a Parigi]. Senza poter vedere con i propri occhi l’esito di questa battaglia. Undicimila curdi hanno sacrificato le loro vite perché queste “tenebre » smettessero di minacciare le nostre vite.

Le forze democratiche siriane (SDF) sono un’alleanza che unendo curdi ed arabi, ci protegge tutt’oggi da questi aguzzini.Nel nord della Siria, militanti curdi appoggiano una Rojava femminista, ambientalista e laica. Ed é proprio questa speranza, questo fertile pezzo di terra, che il califfo Erdogan vuole schiacciare sotto i suoi stivali con il mero pretesto di proteggere i sui confini.

I suoi sforzi non si concentrano solo sui nemici interni. Ad impedirgli di dormire sono i curdi siriani, i combattenti dell’Unità di Protezione Popolare (YPG) e dell’unità di protezione delle donne (YPJ),  coloro i quali hanno combattuto contro Daech. Ad impedirgli di dormire é questo ideale di società che si oppone al progetto della società islamista e del suo sogno teocratico.

Centinaia di attivisti curdi e numerosi volontari internazionali sono morti sotto le bombe turche ad Afrin. Altri sono stati rapiti o massacrati dai soldati di Erdogan. Milizie senza scrupolo, armate dai turchi, in attesa di un solo segnale per poter lanciarsi in spargimenti di sangue e pulizia etnica. Cosi’ sovraeccitati, da non essere nemmeno in grado di farlo nel dettaglio. I video li mostrano intenti a cantare canzoni patriottiche dell’Impero Ottomano. Altri mentre a voce alta sognano di poter terminare l’opera del “califfato », sterminando la popolazione yezidi, considerata dai jihadisti come adoratrice del diavolo. 

Persino quando la Turchia fingeva di combattere Daech, i jihadisti attraversavano liberamente il confine per cercare cure ed aiuti dai loro alleati turchi. Cosa pensate che succederà a questi prigionieri, loro anime gemelle, una volta che avranno terminato di massacrare i loro nemici? Li lasceranno andare, ce li rispediranno indietro. Affinché possano esploderci in faccia.

Per risparmiare i soldi dei contribuenti americani, Donald Trump ha deciso come un codardo di tirare le sue truppe,  e così  facendo ha appena riaperto le porte dell’inferno. Aveva già tradito le promesse americane, lasciandosi trattare come un novellino dal presidente turco al telefono, criticato dai suoi stessi generali, sconcertati da questa conversazione e decisione.  La pressione sta di nuovo salendo. La rabbia monta tra le fila dei Democratici ma anche dei Repubblicani. Umiliato, forse a breve dimesso, il presidente americano finge di mantenere il controllo. Lo sentiamo tuonare (o meglio tweeter) sul come schiaccerà l’economia turca in caso di un azione troppo dura contro i Curdi. E se invece li uccidono dolcemente, così può andare?

Che follia. Che disastro. Le promesse degli Stati Uniti d’America che non valgono più nulla. Ormai divenute ridicole, al pari di questo burattino grottesco e senza nerbo che gli stessi americani hanno eletto.

Nel mentre, Vladimir Putin lo osserva, ridendo, agitarsi come un giullare. Ora che Donald Trump ha infangato l’uniforme della « polizia del mondo », la Russia e il regime siriano sono di nuovo in controllo. È verso di loro che il mondo – e forse anche alcuni curdi – dovrà rivolgersi quando il sangue inizierà a scorrere. Affianco all’impotenza dell’ONU, paralizzata dal veto russo, si aprirà una grande crisi all’interno della NATO, dilaniata dall’interno dalla follia del suo alleato turco. Colpo doppio per i regimi autoritari. Colpo da maestro per tutti i cinici.

Un vero e proprio gioco di GO che ancora una volta pesa sulle spalle dei Curdi. Troppo piccoli o forse troppo nobili per non pagare il prezzo imposto dai potenti. Questo abbandono, purtroppo, era prevedibile. E siamo in molti ad averlo previsto.

Ma a differenza di un film già realizzato, la storia può essere ancora riscritta. Questo destino può ancora essere ostacolato. L’emozione mondiale é forte attorno al popolo Curdo. Dimostra che non abbiamo dimenticato. A volte i popoli hanno più onore dei loro governanti. Per una volta, i Curdi non hanno solo le montagne come amici. La Francia resta loro fedele. E puo’ salvare l’onore. Assumendo la guida di un embrionale esercito europeo, composto da forze speciali di diversi paesi, che possono intervenire simbolicamente. Sarebbe il simbolo piu’ bello. La prova che l’Europa esiste, che incarna un altro Occidente. Multilaterale ed affidabile. E’ necessario per poter riequilibrare il mondo, e proteggerci.

Caroline Fourest
Marianna

10/10/19

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