VIVERE QUESTA CRISI DURANTE L’ERA TRUMP

“Si ha sempre torto nello scommettere sulla stupidità. Faccia al muro, solo l’intelligenza consente di adattarsi e salvarsi. E se provassimo a ricordarlo per il dopo?  » 

« Quando mi osservo, mi rattristo. Quando mi confronto, mi consolo. » Questo detto però non sempre funziona. Alcuni paesi sono organizzati ben meglio di noi. La Germania, ad esempio,  non teme il picco grazie a test massicci ed ad un numero adeguato di letti. Noi non abbiamo questi punti di forza. Ma potrebbe anche andare molto peggio. Potremmo vivere questa crisi negli Stati Uniti, con Donald Trump come presidente.

In un paese in cui numerosi cittadini sono sprovvisti di un assicurazione ed in cui bisogna pagare 35.000$ in caso di ricovero, quest’uomo si è opposto all’estensione dell’assicurazione sanitaria. Ed anche lì, le maschere sono  insufficienti. Ossessionato dal rischio di una pandemia, George W. Bush ne aveva ordinate. Preoccupato per l’Ebola, Barack Obama aveva previsto un programma ed un protocollo di applicazione. Donald Trump ha invece preferito smantellare l’unità responsabile del rischio pandemia. E quando gli viene chiesto il perché, trova che la domanda « cattiva ».  

Le sue conferenze stampa sono più spaventose del virus stesso. Dopo aver minimizzato il pericolo per mesi, parlando di un’influenza qualsiasi e persino di una « bufala », ha preso solo una buona decisione: quella di vietare il suo territorio ai voli provenienti dalla Cina. Non per lucidità. Solo perché il chiudere i confini è coerente al credo xenofobo della sua campagna. Per settimane, ha persino chiamato il Covid-19 il « virus cinese ». Espressione per la quale ha fatto fallire il summit del G7, che lui stesso presiedeva!! Ha, poi, stranamente, smesso di utilizzare il termine dopo una telefonata con Xi Jinping, che sicuramente lo ha aiutato a realizzare l’urgente bisogno di mascherine cinesi… Vorremmo crederlo in grado di iniettare grosse somme di denaro pubblico per sostenere l’economia. Peccato che il Congresso abbia già dovuto bloccare un primo assegno in bianco, che si ritiene fosse fatto su misura per salvare le sue proprie attività. E mentre continua a ripetere: « il rimedio non deve essere peggiore del male ». Ascoltate: “I miei profitti valgono più delle vostre vite. “

RICORDIAMOCI  

All’avvicinarsi del picco, si è reso finalmente conto che l’America stava per conoscere una “Pearl Harbor” sanitaria, ma ha continuato con l’auto-congratularsi e lo scherzare. I « Models » sanitari gli fanno pensare principalmente alla Top-Models che si è fatto per tutta la sua vita. E la sua grande scoperta politica è quella di sventolare dei grafici in cui il virus potrebbe uccidere fino a « 2 milioni di americani ». Così se alla fine ne ucciderà solo « duecentomila », questo vorrà dire che lui avrà fatto « un buon lavoro » e tutti dovremo applaudire. L’Inferno su terra. Con un tale pazzo narcisista a capo, l’America rischia di cadere molto in basso. Ma si rialzerà rapidamente. Non grazie alla rumorosa incompetenza del suo presidente, ma grazie all’ingegnosità della sua ricerca, alla sua economia ed all’umile tenacia del governatore di New York. Si ha sempre torto nello scommettere sulla stupidità. Faccia al muro, solo l’intelligenza consente di adattarsi e salvarsi. E se provassimo a ricordarlo per il dopo? 

Caroline Fourest

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